"L'elisir d'amore"
La vicenda
Atto primo
Siamo in campagna nella Spagna del Nord, un paio di secoli fa, nei terreni di Adina, una giovane proprietaria terriera. All'ombra di un albero, la villanella Giannetta riposa in compagnia di un gruppo di mietitori e mietitrici. In disparte sta la padrona, intenta a leggere ad alta voce
La scena si trasferisce nella piazza del villaggio. Con una pompa che impressiona i villici, entra rumorosamente in paese la carrozza del dottor Dulcamara, ciarlatano che, spacciandosi per medico, fa il venditore ambulante di magici rimedi. Agli sfaccendati che subito si affollano intorno alla sua vettura, Dulcamara mostra la boccetta di un suo "specifico", fenomenale pozione in grado di guarire tutte le malattie. Diradatasi la folla, si fa avanti Nemorino e chiede al borioso imbonitore una dose di quell'elisir di cui ha udito nella lettura di Adina: il filtro che rese Isotta innamorata di Tristano. Dulcamara non si fa cogliere impreparato dalla bizzarra richiesta e, presa una bottiglia di vino di Bordeaux, la spaccia per quel magico filtro asserendo ch'esso è in grado, a distanza di un giorno soltanto dall'assunzione, di piegare la resistenza di qualunque cuore. Rimasto solo, Nemorino, assolutamente certo dell'efficacia dell'elisir, crede di toccare il cielo con un dito e, quando sopraggiunge Adina, la tratta freddamente. La ragazza, indispettita, decide di punirlo e, vedendo passare Belcore, gli annuncia di essere ora disposta a sposarlo immediatamente. Nemorino è disperato; partito Belcore, si accosta ad Adina e la supplica di ritardare le nozze di almeno ventiquattr'ore (il tempo occorrente perchè l'elisir faccia effetto). La donna rifiuta e le insistenze del povero innamorato sortiscono solo l'effetto di attirargli i rimbrotti del geloso Belcore e lo scherno dei compaesani.
Atto secondo
L'azione fa ritorno alla fattoria di Adina, dove la padrona di casa, per festeggiare le sue imminenti nozze, ha invitato gli abitanti del villaggio ed il dottor Dulcamara. Quando la brigata si trasferisce sull'aia, a Dulcamara, rimasto solo, si accosta l'afflitto Nemorino, che gli chiede se sia possibile affrettare l'effetto dell'elisir. Dulcamara gli consiglia l'acquisto di una seconda bottiglia per rinforzare la dose, ma il povero ragazzo non ha di che pagarla. Disperato, si fa reclutare come soldato da Belcore e, con i venti scudi dell'ingaggio, corre da Dulcamara.

Ringalluzzito dalla circostanza e sempre fiducioso nei portentosi effetti dell'elisir, Nemorino fa il cascamorto con questa e con quella, ignorando ostentatamente Adina. La giovane ne prova dispetto e, interrogandosi circa la natura dei propri sentimenti, comincia a capire di essere innamorata di quel candido corteggiatore. Il suo turbamento aumenta quando apprende che Nemorino, pur di procurarsi il danaro occorrente all'acquisto dell'elisir e ottenere in quel modo il suo amore, si è arruolato. Convinta del proprio errore e decisa a conquistare Nemorino, Adina riscatta l'ingaggio militare da lui sottoscritto e rinuncia a sposare Belcore. Schernisce
